Ho sempre aspettato la stabilità per essere felice. Ho sbagliato.

Stamattina ho avuto una vera illuminazione dopo una pratica di Body Scan.

Di solito mi siedo a meditare per almeno trenta minuti, ma stamattina ero davvero a pezzi e mi sono sdraiata per praticare.

Ho iniziato a portare consapevolezza alle piante dei piedi, poi alle gambe, su fino al bacino… fino a qui tutto bene.

Quando sono arrivata all’addome, ho come avuto la sensazione di avere gli organi invasi da una nube nera. Sì, la sensazione è stata proprio quella.

Poi mi hanno assalito un’infinità di pensieri. La mia pancia somatizza tutto, da sempre.

Mi sono passati davanti gli ultimi anni della mia vita, che sono stati pesanti. Poi ho inizaito ad andare a ritroso, e mi sono accorta che nel mio passato ci sono sempre stati momenti difficili, delle pause di serenità più o meno lunghe, e poi ancora problemi.

Poi è arrivato anche un altro pensiero: non è solo la mia vita a essere fatta così, ma quella di tutti, anzi, ecco un’altra intuizione, è proprio la vita a essere fatta così!

L’INTUIZIONE

Ed ecco l’intuizione: ho sempre aspettato la stabilità per essere felice, pensavo di aver bisogno di sicurezza, di certezze, ma l’unica verità assoluta è che tutto cambia continuamente.

Hanno ragione i buddhisti, tutto è impermanente, e lo sapevo già, e ne scrivo da tempo, ma un conto è leggere qualcosa al riguardo e scriverne, e un conto è sentirlo dentro, interiorizzare questa cosa.

Ecco perché non possiamo aspettare di essere felici – e non ha nessun senso farlo – perché le acque staranno calme per un po’, ma poi arriveranno altri cambiamenti.

O impararemo a essere in pace nel qui e ora nonostante tutto, o non lo sarai mai. O imparemo a fluire o non saremo mai soddisfatti.

Non possiamo aspettare che le cose vadano sempre come speriamo e che siano “perfette”. Anche perché la vita, a volte, sembra farci lo sgambetto proprio nei momenti più belli. Ma non è che ci sia qualcuno intento ad accanirsi contro di noi, è che la vita funziona così: ci sono momenti di stabilità e momenti in cui tutto ti crolla addosso, momenti in cui tutto è bellissimo e momenti in cui tutto sembra spezzarsi.

Quell’altalena, è la vita stessa.

E allora la nube nella mia pancia si è dipanata, mi sono sentita comunque al sicuro, ho capito di poter stare bene anche nell’incertezza, senza aspettarmi nulla. E questo che cambia tutto.

E cosa accade quando capisci qualcosa durante la meditazione? Perché di questo si tratta, non di annullare il pensiero. La stessa pratica buddhista vipassana vuol dire “meditazione analitica” o “insight meditation”; non si tratta di starsene lì come delle statue.

IL PUZZLE

Accade che un pezzo importante del puzzle trova finalmente il suo posto, e che quel pezzo andrà a formare la base della tua evoluzione. Accade che quell’intuizione entrerà a far parte di te e non se ne andrà più, perché non si tratta di qualcosa che hai pensato o intellettualizzato, ma di qualcosa che hai sentito realmente, di cui hai fatto esperienza.

E poi ho proseguito la mia pratica, ho lasciato andare, sono tornata al presente, al corpo, al respiro.

Avevo meditato per cinquanta minuti, non me ne ero nemmeno accorta.

Ed è stata una delle pratiche più importanti della mia vita.

 

 

Dejanira Bada

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