Mindfulness vuol dire “consapevolezza”, un’attitudine che si può imparare a coltivare e ad accrescere grazie alla pratica della meditazione. Vuol dire “Porre attenzione in un modo particolare, intenzionalmente, al momento presente e in modo non giudicante”. La mindfulness ha preso ispirazione da varie pratiche meditative orientali molto antiche. Oggi, i suoi benefici sono validati da numerosi studi scientifici.
La mindfulness, e cioè la consapevolezza, si può accrescere grazie a vari tipi di meditazione. Il metodo sviluppato da Jon Kabat-Zinn, biologo statunitense e professore della School of Medicine dell’Università del Massachussets, è il Protocollo MBSR, un programma di riduzione dello stress basato sulla mindfulness, l’unico ufficiale e validato scientificamente. Quando sentiamo parlare di Mindfulness, oggi, ci si riferisce principalmente a questo metodo.
Il rilassamento mira a ridurre la tensione fisica e mentale. La mindfulness non ha come obiettivo primario il rilassamento, ma l’osservazione dell’esperienza presente, utile per imparare a gestire i momenti difficili e stressanti in modo consapevole anziché reagire in modo automatico: il rilassamento può essere un piacevole “effetto collaterale”, non lo scopo della pratica.
Tra i benefici più documentati: riduzione dello stress e dell’ansia, miglior gestione delle emozioni, delle ossessioni e del rimuginio mentale, aumento della concentrazione, prevenzione del burnout e miglioramento della qualità del sonno.
Il Protocollo MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction) è l’unico metodo di riduzione dello stress – ufficiale e validato scientificamente – basato sulla consapevolezza. È stato sviluppato da Jon Kabat-Zinn, biologo e professore della School of Medicine dell’Università del Massachussets. Un programma nato in ambiti clinici per persone che soffrivano di dolori cronici, disturbi psicosomatici o per malati terminali, e che oggi viene utilizzato anche per la gestione dello stress nella vita quotidiana. Il percorso è strutturato in otto incontri di due ore a cadenza settimanale.
No, i corsi di mindfulness sono pensati anche per chi non ha mai meditato. Il percorso insegna gradualmente pratiche di meditazione basate sul respiro e sul corpo, per poi giungere a pratiche più strutturate.
Anche solo 10-15 minuti al giorno possono fare la differenza. L’importante è la costanza: una pratica breve ma regolare è più efficace di sessioni lunghe ma sporadiche.
Sono disponibili entrambe le modalità: corsi online e corsi in presenza a Milano o a Varese, oltre a percorsi individuali, di gruppo e per le aziende.
No, pur avendo preso ispirazione dalle pratiche contemplative orientali, la mindfulness insegnata nei contesti clinici, privati e aziendali ha un approccio laico e scientificamente validato, adatto a chiunque, indipendentemente dal proprio credo.
Sì, è uno degli ambiti in cui la ricerca scientifica ha raccolto più evidenze: la pratica regolare aiuta a gestire lo stress, prevenire il burnout e migliorare il benessere psicofisico, anche in contesti aziendali.
No, non è richiesta nessuna posizione difficile: la pratica può essere svolta seduti su una sedia normale, in piedi o anche sdraiati, l’importante è che la postura sia comoda, per agevolare la presenza mentale.
Sono applicazioni della mindfulness in ambiti specifici: il Mindful Eating è un corso di alimentazione consapevole che aiuta a migliorare il proprio rapporto con il cibo; il Mindful Writing è un corso che usa come strumento di consapevolezza la scrittura, per imparare a riconoscere e a gestire al meglio emozioni, sensazioni e pensieri; il Mindful Yoga unisce la pratica dello haṭha yoga all’attenzione consapevole.
