La mindfulness per il Disturbo Ossessivo-Compulsivo

Nel mio allegato uscito per Corriere della Sera, Io Donna e Gazzetta dello Sport, intitolato “Mindfulness.Teoria e pratica. I legami con la filosofia”, ho raccontato anche la mia storia personale e di come e perché mi sia avvicinata alla mindfulness.

Uno dei motivi? Soffro fin dall’adolesenza di una forma lieve di Disturbo Ossessivo-Compulsivo, che ho imparato a gestire grazie alla psicoterapia e alla mindfulness. In che modo?

Ve ne parlo in questo piccolo estratto:

 

“In un articolo nel blog della Federmindfulness, si è parlato specificatamente del contributo della Mindfulness nel trattamento del doc, che è considerato una delle condizioni psichiatriche più invalidanti, in grado di compromettere in modo significativo la qualità della vita, il funzionamento lavorativo e le relazioni sociali.

Il disturbo consiste nella presenza di pensieri, impulsi o immagini intrusive e ricorrenti (ossessioni), spesso associati a comportamenti ripetitivi o rituali (compulsioni) che si mettono in atto con l’intenzione di ridurre l’ansia e il malessere provocato dalle ossessioni.

Di solito il disturbo esordisce durante l’adolescenza e, se non viene trattato, può cronicizzarsi (Bürkle, Schmidt & Fendel 2025).
Anche la terapia cognitivo-comportamentale si rivela utile per il trattamento del doc, ma un terzo dei pazienti così trattati dichiara di non aver ottenuto una riduzione clinicamente significativa della gravità dei sintomi, evidenziando la necessità di strategie terapeutiche complementari.

La Mindfulness, invece, aiuta a entrare in un’ottica di accoglienza, accettazione e tolleranza dei pensieri, anziché sopprimerli, evitarli o cercare di neutralizzarli (Bürkle, Schmidt & Fendel 2025).

È questo che mi ha aiutato e che ha fatto la differenza: osservare la mia mente senza reagire in modo impulsivo e giudicante. Tramite questa pratica, i pazienti imparano a riconoscere i pensieri ossessivi come eventi mentali transitori, e non come verità assolute o minacce da neutralizzare.

La Mindfulness aiuta a cambiare il proprio rapporto con i contenuti mentali. Non conta ciò che pensiamo, ma il modo in cui i pensieri vengono vissuti. La pratica incrementa una maggiore flessibilità e gentilezza verso sé stessi e, soprattutto, una maggiore tolleranza dell’incertezza (Bürkle, Schmidt & Fen- del 2025).

I programmi basati sulla Mindfulness e sull’accettazione (Mindfulnessand Acceptance-Based Programs) sono risultati efficaci nel trattamento del doc e dei sintomi depressivi, con benefici osservabili sia al termine del trattamento sia nei follow-up successivi.

I pazienti hanno notato miglioramenti sia per quanto riguarda la gravità dei sintomi, sia nella riduzione dell’ansia, oltre a percepire miglioramenti moderati nei sintomi depressivi (Mindfulness and acceptance-based programmes for obsessive compulsive disorder: A systematic review and meta-analysis, 2025).

Da quando ho cominciato a praticare e a insegnare Mindfulness, le ossessioni non sono sparite completamente, ma vengono a trovarmi con molta meno frequenza, sono meno travolgenti e sempre meno credibili. Le vedo arrivare, attraversano la mia mente, ma anziché reagire in preda all’ansia, le osservo con curiosità per quello che sono: pensieri, non fatti. Non lotto, li accetto e li lascio passare anziché reagire con una compulsione”.

 

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